In compagnia dei lupi

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Da wikipedia

In compagnia dei lupi (The Company of Wolves) è un film del 1984 diretto da Neil Jordan, che vede tra i protagonisti Sarah Patterson e Angela Lansbury.

Il film è ispirato alle storie sui lupi mannari presenti nella raccolta di racconti La camera di sangue di Angela Carter (La compagnia di lupi, Lupo-Alice eIl lupo mannaro). La stessa scrittrice collaborò con il regista alla stesura della sceneggiatura, ispirata, oltre che ai suoi racconti, anche all’adattamento radiofonico, dal medesimo titolo, realizzato in precedenza.

I suoi primi appunti della sceneggiatura, che contengono alcune differenze rispetto al film ultimato, furono pubblicati nella sua antologia The Curious Room (1996).

Inghilterra, anni 80. Rosaleen (Sarah Patterson), è una ragazzina adolescente dalla fervida fantasia, figlia di una famiglia ricca, e che vive in una grande casa al limitare di una brughiera. Un giorno la ragazza si addormenta dopo essersi chiusa a chiave nella sua stanza e, incurante degli aspri rimproveri della sorella, che le ordina di aprire la porta, comincia a sognare.

Nel sogno si ritrova in epoca medioevale, e vive con i genitori e la sorella in un paesello al limitare di un bosco fiabesco, misterioso e pericoloso, infestato dai lupi, che attaccano spesso il paese uccidendo bestiame e, talvolta, anche qualcuno degli abitanti. Una notte la sorella, avventuratasi nel bosco, viene assalita e uccisa da un branco di lupi. Dopo i funerali della ragazza, Rosaleen decide di trascorrere la notte a casa della nonna (Angela Lansbury), un’anziana signora molto eccentrica e all’apparenza un pò toccata di mente, ma che sembra vedere la realtà come qualcosa di molto più di quello che può sembrare, e che vive sola in una casa al di là di un sentiero che attraversa il bosco. Tra le raccomandazioni che la donna fa alla nipotina, mai abbandonare il sentiero, guardarsi dagli uomini con le sopracciglia che si congiungono e saper distinguere i lupi “normali” da quelli “con il pelo nascosto all’interno”, ovvero i lupi mannari, malvage creature della notte sempre pronte ad ingannare le bambine pur di farne le loro vittime. A questo proposito la nonna, lavorando a maglia per la nipote una mantellina di lana rossa, racconta a Rosaleen una storia.

Il racconto narra di un ragazzo (Stephen Rea) che, giunto in un villaggio vicino al suo, si innamora di una ragazza locale (Kathryn Pogson) e la sposa. Prima di poter consumare la prima notte di nozze, il giovane – che si mostra apparentemente timido ed insicuro – è attirato fuori casa dal ‘richiamo della natura’ e scompare. La moglie, non vedendolo tornare, udendo gli ululati dei lupi e vedendone alcuni nel suo giardino, rimane terrorizzata, e il giorno dopo chiede ai paesani di cercarlo, ma di lui non viene trovata alcuna traccia, e nel terreno del giardino è impressa l’impronta della zampa di un lupo. Dopo qualche anno la donna si risposa con un altro uomo e diventa madre di tre bambini, ma una notte il suo primo marito, che lei aveva creduto morto, ritorna dai boschi, ma con un aspetto ferino ed inquietante e modi rudi e sgarbati. Nel vedere che lei si è risposata e ha avuto dei figli l’uomo, accecato dall’ira, la accusa di tradimento e cerca di aggredirla, venendo colpito dalla donna con un pentolino di acqua bollente. L’uomo perde quindi la ragione e si trasforma in un lupo mannaro sotto gli occhi inorriditi della donna e dei bambini, per poi cercare di assalirli, ma viene ucciso al ritorno del nuovo marito (Jim Carter). Morendo, il mostro riprende le sue sembianze umane, e la donna rimane colpita dalla sua bellezza, la stessa che aveva quando lo sposò, e riacquistata con la morte. Ciò causa un attacco di gelosia nel marito, che la schiaffeggia con rabbia.

Il giorno seguente Rosaleen torna al paese dei genitori, dove incontra un ragazzo (Shane Johnstone) figlio di un vicino di casa dei genitori, il quale si mostra chiaramente attratto da lei. Quella notte la ragazza si sveglia e vede accidentalmente i genitori che fanno l’amore. Il giorno successivo chiede alla madre (Tusse Silberg) qual è la natura del sesso e, ricordando i due uomini protagonisti del racconto della nonna, le chiede anche se suo padre sia mai stato violento con lei. Durante la mattina incontra nuovamente il ragazzo, che flirta di nuovo con lei e le chiede di poter uscire a fare una passeggiata nel bosco la successiva domenica mattina, dopo la messa. Dopo un momento di riluttanza, Rosaleen accetta l’invito.

Quella domenica mattina la nonna si incontra con la nipote nel cimitero della chiesa, e torna a metterla in guardia su quelle persone che potrebbero celare la loro vera identità di lupi mannari. Rosaleen ascolta quindi un’altra storia.

In questo secondo racconto della nonna, un giovane sta camminando in un bosco incantato quando incontra il Diavolo (Terence Stamp), che si presenta a lui in una anacronistica Rolls-Royce con autista, e gli offre un vasetto di unguento, consigliandogli “di usarlo saggiamente”. Rimasto solo, il ragazzo si unge il corpo con la misteriosa sostanza, finendo trasformato, contro la sua volontà, in un essere mostruoso.

Finita la storia, Rosaleen riceve in dono la mantellina rossa, che indossa per andare in chiesa. Dopo la messa Rosaleen e il ragazzo innamorato di lei vanno a passeggio per il bosco e, dopo qualche moina del giovane, lei finisce per cedere alla sua corte e lo bacia, per poi scappare in preda alla vergogna, allontanandosi dal sentiero. Si inerpica quindi su un albero, dove nel nido di una cicogna trova vari oggetti tra cui delle piccole figurine a forma di bebè covate nelle uova della cicogna. Mentre la cerca, il ragazzo scopre una mucca uccisa e sbranata e mette in allarme il villaggio della presenza di un lupo, venendo picchiato furiosamente dal padre di Rosaleen, che lo accusa di aver abbandonato la figlia alla mercè dell’animale. Ciò scatena una furiosa lita tra il padre del ragazzo e un gruppo di paesani ma Rosaleen, poco dopo, ritorna a casa sana e salva, con una delle figurine del nido della cicogna, che regala alla madre.

Gli abitanti del villaggio si preparano quella notte stessa a dare la caccia al lupo che ha attaccato il bestiame e a loro si unisce anche il padre di Rosaleen (David Warner). La moglie gli offre come protezione la croce della figlia più piccola, ma lui la rifiuta, affermando che il suo fucile è la sola cosa che “loro” capiscono.

Rosaleen rimane a casa con la madre e le racconta una storia di lupi mannari.

Del suo racconto è protagonista una giovane donna (Dawn Archibald), che è stata messa incinta e in seguito abbandonata da un giovane e ricco nobile (Richard Morant). La ragazza in realtà è una strega, e dopo aver appreso che il padre di suo figlio si è appena risposato, compie la sua vendetta presentandosi al festeggiamento del suo matrimonio, dove trasforma magicamente in lupi sposo, sposa e invitati. Le creature scappano nel bosco, e la strega le fa sue schiave, ordinando loro di suonare, per lei e il suo bambino, una serenata ogni notte, con i loro ululati.

La gente del villaggio, nel frattempo cattura il lupo, lo uccide e lo squarta, portandosene a casa un pezzo ciascuno come trofeo ma, quando il padre di Rosaleen mostra alla moglie e alla figlia la zampa dell’animale da lui mozzata, questa è diventata la mano di un uomo. Sconvolti da quello strano fenomeno, i tre bruciano nel camino l’arto della misteriosa creatura.

Arriva l’inverno e Rosaleen, armata di coltello per proteggersi, cammina nel bosco diretta ancora una volta alla casa della nonna. Sulla strada incontra un affascinante cacciatore (Micha Bergese), che comincia a sedurla. L’uomo ha le sopracciglia che si congiungono e ciò preoccupa Rosaleen ma, al tempo stesso, la ragazza non riesce a sottrarsi alle sue avances. Dopo aver fatto colazione insieme a lei in una piccola radura, lui le dichiara di riuscire ad arrivare, con l’aiuto della sua bussola, a casa della nonna attraverso la campagna molto più rapidamente di quanto possa fare lei seguendo il sentiero e, di fronte al suo scetticismo, le propone una scommessa: se lei arriva per prima, lui dovrà regalarle la bussola, mentre se arriva prima lui, lei dovrà dargli un bacio. Il cacciatore arriva a casa della nonna per primo e qui, dopo essere entrato in casa con l’inganno, rivela la sua vera bestiale natura uccidendo, dopo una breve, ma violenta colluttazione, la vecchia.

Arriva finalmente anche Rosaleen, che incontra il cacciatore, il quale cerca di prenderla in giro imitando la nonna. Ma la giovane scopre ben presto la sua identità e capisce cosa è successo. Il cacciatore riesce a farle togliere la mantellina rossa e a fargliela bruciare nel camino, mentre un branco di lupi ululanti si raccoglie intorno al cottage. Spaventata, Rosaleen punta un fucile verso il cacciatore, ma viene pian piano vinta dal suo fascino e, ricordando i termini della scommessa, lo bacia ma, quando l’uomo le rivela le sue reali intenzioni di ucciderla e divorarla, si difende aprendo il fuoco su di lui, che si trasforma in un lupo. La giovane, attratta dalla sua nuova forma, e pentita di avergli fatto del male, lo consola con abbracci e carezze, e gli racconta una storia.

In questo nuovo racconto una femmina di lupo mannaro giunge dall “Inferno” sulla Terra e arriva in un villaggio nel cuore della notte. Nonostante non abbia cattive intenzioni, la lupa viene ferita da un colpo di fucile da un abitante. Così si rivela nella sua forma umana (Danielle Dax) a un vecchio prete (Graham Crowden) il quale, impietosito, si prende cura di lei medicandole la ferita. Alla fine la creatura ritorna nel luogo da cui è venuta attraverso il pozzo del villaggio.

Il giorno dopo, non vedendo Rosaleen tornare a casa, i suoi genitori, assieme alla gente del villaggio, si recano nel bosco per cercarla. Giunti alla casa della nonna, si trovano davanti una giovane lupa, e la madre di Rosaleen guardandola negli occhi e vedendo un crocifisso d’argento pendere dal suo collo, riconosce nell’animale sua figlia, trasformata in licantropo dal cacciatore. Credendo che l’animale abbia ucciso sua figlia, il padre di Rosaleen cerca di spararle, venendo fermato dalla moglie, che grida alla figlia di fuggire se non vuole essere uccisa.

Rosaleen e il cacciatore si uniscono così al resto del branco, fuggono nel bosco e alla fine, dopo una lunga corsa, in un climax in cui realtà e sogno sembrano fondersi l’una con l’altro, irrompono nella casa della Rosaleen “reale” che, credendo che gli animali si trovino dietro la porta della sua stanza, si sveglia di soprassalto. Proprio in quel momento, un lupo entra nella stanza infrangendo il vetro della finestra. Rosaleen urla terrorizzata mentre l’animale si lancia su di lei.

Il film termina con la morale di “Cappuccetto Rosso” di Perrault, che consiglia alle ragazze di stare attente ai begli sconosciuti.

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