Io zombo, tu zombi, lei zomba

Da wikipedia

Io zombo, tu zombi, lei zomba è un film commedia horror del 1979, diretto dal regista Nello Rossati.

Trailer ufficiale

A causa di una formula vudù, letta su di un romanzetto, un becchino  e tre morti per incidente stradale diventano zombie nostrani. Dal romanzetto i quattro apprendono di avere bisogno di carne umana per sfamarsi e che gli zombi sono costretti a muoversi con movimenti goffi e lenti. In preda ai morsi della fame, e nonostante diversi scrupoli morali, gli zombi cercano di attirare delle vittime umane di cui nutrirsi. Fallito un agguato stradale, gli zombi realizzano che i movimenti lenti li penalizzano nei confronti delle persone vive e quindi non possono sperare di sopraffarle con la forza. Per ovviare a questo handicap i quattro assumono la gestione di un motel fuori mano appartenente alla zia di uno dei morti per incidente stradale (morta dopo aver visto il nipote redivivo e intenzionalmente non resuscitata dai quattro), con l’intenzione di mangiarsi i clienti.

Tra gli ospiti dell’albergo si annoverano: un toscano conducente di carro funebre ; una famigliola di tre persone formata da un marito rassegnato , una moglie logorroica  e un bambino pestifero; un commesso viaggiatore con gravi problemi di salute  e infine un malvivente che, con la sua procace compagna Nadia , deve disfarsi del cadavere del primo marito della donna, un ricco possidente ciociaro  che ha appena ucciso con la complicità dell’amante. Nonostante le trappole che gli zombi dell’albergo tenderanno ai vari personaggi qualcosa andrà sempre storto per loro e dritto per gli ospiti, e gli zombi non riusciranno a mangiarsi nessuno. Quel che è peggio, riveleranno senza volerlo la loro vera identità al ragazzino, che riuscirà anche ad impadronirsi del romanzetto e a recitare la formula vodoo di rianimazione dei morti.

Il primo marito di Nadia, rianimato come zombi dal ragazzino, si rivela alla moglie e all’amante di lei: la moglie muore di infarto, mentre l’amante viene messo in fuga. Lo zombi rivela agli altri quattro non morti dell’albergo che tutti loro non sono obbligati a nutrirsi di carne umana ma che possono benissimo mangiare le stesse cose dei vivi. I cinque decidono quindi di resuscitare come zombi anche Nadia così da godere con lei dei piaceri della carne.

Nel frattempo i genitori del ragazzino e il commesso viaggiatore, resisi conto anch’essi della vera identità degli zombi, fuggono dall’albergo e avvertono la polizia, che circonda il locale. I sei zombi, consapevoli che se verranno colpiti alla testa moriranno per sempre, sono costretti a fuggire e si accorgono che, a dispetto di quanto scritto nel romanzetto, possono correre e muoversi come persone normali. La fuga li porta a rifugiarsi in un supermercato, dove sono nuovamente assediati dalla polizia e dal resto della popolazione viva della zona (in una evidente parodia del film “Zombi” di George Romero). La polizia fa irruzione nel supermercato, seguita dal resto della popolazione: cinque zombi si fingono esseri umani vivi e catturano lo zombi becchino consegnandolo alla folla che, incitata dalla madre del ragazzino e dal capo della polizia, intende ghigliottinarlo.

Proprio mentre la mannaia sta per calare sulla testa del becchino viene rivelato allo spettatore che tutta la vicenda è in realtà un sogno del becchino stesso: i vari personaggi della vicenda finora narrata sono presentati “nella realtà” sotto diverse spoglie (Tullio Solenghi è il parroco del paese, il bambino è il suo chierichetto, Daniele Vargas è il sindaco, Anna Mazzamauro è la vedova di Gianfranco d’Angelo, il morto che il becchino deve seppellire). Con sollievo il becchino, incitato dal parroco, torna al lavoro di sepoltura del defunto. Nel corso della funzione funebre il becchino assiste allo stesso incidente stradale che ha visto nel sogno e da cui ha avuto inizio la vicenda degli zombi: in preda al panico abbandona il cimitero urlando Eh stavolta non mi fregate, non mi fregate!!!”.

 

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